La Juventus cambia faccia: a Milano presentato il nuovo logo

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«Mi emoziono ogni volta che vedo sui giornali una parola che inizia per J». Gianni Agnelli non poteva immaginare che, diversi decenni dopo aver pronunciato questa famosa massima, la sua squadra del cuore avrebbe accantonato lo storico stemma ovale a strisce bianconere, con un toro sormontato da una corona, simbolo della città di Torino. Lo ha fatto lunedì sera a Milano, al Museo della Scienza e della Tecnologia, durante il galà di presentazione del nuovo logo: il simbolo della Juventus, che comparirà sulle maglie bianconere dalla prossima estate, saranno due “j” stilizzate, di colore bianco, su sfondo nero.
«Rappresenta la Juve nella sua essenza: le strisce della maglia, lo scudetto della vittoria, la J del nome», scrive la società torinese sul suo sito ufficiale. Per il presidente Andrea Agnelli, erede della dinastia essendo figlio di Umberto e nipote dell’Avvocato, «il nuovo logo definisce un senso di appartenenza e uno stile che permette di comunicare il nostro modo di essere». La serata di lancio si è trasformata in un vero e proprio evento mondano, molto futuristico, in cui, oltre alla squadra al gran completo con le rispettive compagne, c’erano ospiti del mondo della moda, del business, dello sport e dello spettacolo, come dj Linus, lo chef Carlo Cracco, il team principal della Ferrari Maurizio Arrivabene e l’ex campione della Juve e della Nazionale, Antonio Cabrini. Madrina della cerimonia, intitolata “Black and white and more”, la modella e attrice statunitense Emily Ratajkowski.

«La Juve vuole diventare più mainstream – ha aggiunto Agnelli – Per crescere dobbiamo continuare a vincere ed evolvere il nostro linguaggio per raggiungere nuovi target: i bambini, il pubblico femminile, i Millennials». Un obiettivo che racchiude al meglio il significato del calcio negli anni Duemila, sempre più inteso come prodotto marketing da rendere appetibile per i suoi investitori, per i tifosi o semplici appassionati.
«E’ uno stravolgimento, un cambiamento di pelle – ha commentato il capitano, Gianluigi Buffon – Storicamente, la Juve vede le cose prime degli altri».
Il nuovo logo ha suscitato, come prevedibile, un gran dibattito in rete tra i sostenitori della squadra: i favorevoli sottolineano il carattere innovativo, al passo con i tempi, i contrari rimpiangono il vecchio stemma vintage. Anche se, sempre dal web, è spuntata una foto della squadra bianconera negli anni Quaranta, in cui sulla maglia campeggiava una “J” bianca, quasi a volerne anticipare la svolta in termini di stile.
Non sono mancati i classici sfottò provenienti dai tifosi delle squadre avversarie e anche le prime accuse di plagio, come quelle mosse dall’ex tennista svedese Robin Soderling, che in un tweet ha evocato la presunta somiglianza con il proprio marchio “Rs Tennis”.
Al netto di critiche ed elogi, si può essere juventini o meno, ma è innegabile che la società campione d’Italia continui a essere proiettata nel futuro: prima lo stadio di proprietà, poi il museo, la struttura medica e l’area per il nuovo centro sportivo. Infine il nuovo logo, che ne incarna il brand.

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