Italian Tailoring Technical

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Brembo è la fotografia della classica impresa italiana di alta qualità tecnologica.
Questa definizione è sempre un’ottima leva da usare per aumentare il valore del brand, perché la qualità italiana è riconosciuta nel mondo, ma Brembo è andata oltre.
Il caso infatti porta ad asserire che questa società è sicuramente tra i migliori esempi di branding realizzati concentrandosi quasi esclusivamente sul prodotto. Intendo cioè dire che è il prodotto stesso a creare la maggior parte della brand awareness e della brand identity.
Esistono moltissime aziende, soprattutto in Italia che creano prodotti al top di gamma mondiale, proprio come Brembo li producono per terze parti. Significa che producono componenti altamente specifici, che vengono poi assemblati da aziende che immettono sul mercato il prodotto finito.
Nella stragrande parte dei casi, il brand che acquista valore da tutti i componenti del prodotto è solo quello che immette il prodotto finale sul mercato.
Questo caso invece è diverso, ma ora diamo un attimo una spiegazione per chi non dovesse essere avvezzo col mondo dei motori dando una breve spiegazione di cosa è Brembo nel mondo: Brembo è da molti ritenuta a buon ragione la casa costruttrice di impianti frenanti per auto e moto migliore al mondo, tanto che i suoi sistemi vengono usati anche sulle auto di Formula 1.
Abbiamo detto, Brembo è la classica azienda italiana altamente specializzata, ma anche internazionale, con sedi in diversi paesi del mondo e nonostante ciò rimane in grado di mantenere quella qualità di costruzione che tutto il mondo riconosce alle imprese italiane quando si tratta di costruire oggetti di alta gamma.
Sì, infatti questi sistemi frenanti sono dei veri e propri oggetti di alta gamma, considerati nel mondo dei motori alla stregua di come sono considerati gli orologi ad alta performanza nel mondo del lusso.
In realtà, anche i sistemi frenanti Brembo fanno parte in certa misura del mondo del lusso. Ciò perché sono montati su quasi tutte le auto più potenti e costose del mondo, dalle Porsche alle Ferrari.
A questo punto è lecito chiedersi dove sta l’unicità del branding Brembo?
Bene. Brembo è stata la prima casa costruttrice di impianti frenanti a credere che questi dovessero essere esteticamente gradevoli oltre che performanti, ma non solo, fu la prima a credere anche che li si dovesse esaltare invece che nasconderli. Il pensiero tipico di chi ama veramente quello che fa e ne va fiero!
Perciò diedero colore ai sistemi frenanti, per lo più rosso e giallo, in modo che i loro prodotti si vedessero facilmente e che attirassero l’attenzione. Oltre a questo, la scelta di renderli sempre più esteticamente accattivanti ha portato la Brembo anche a ricevere il premio per il Compasso d’Oro, il più importante riconoscimento nel campo del design.
Pensate, il premio del design più importante al mondo è stato consegnato per la realizzazione di un sistema di freni a disco.
Tornando alla decisione della Brembo di esaltare l’estetica, quindi l’esposizione visiva, ci sono da fare un paio di considerazioni. Per primo, il fatto che siano stati dei veri precursori del product placement.
Oggi, il product placement è una politica consolidata e regolamentata, ma quella che descriviamo in questo caso è diversa. Brembo non paga per far montare i propri impianti sulle auto, ci mancherebbe, ma il fatto che si noti facilmente (proprio grazie ai colori sgargianti) che i loro freni sono scelti dalle più prestigiose case automobilistiche e motociclistiche del mondo alza immediatamente sia la brand awareness quanto la percezione del marchio nella mente del consumatore, tutto senza che essa venga chiamata pubblicità.
In realtà, si tratta di un caso raro, in cui il product placement è in stretta correlazione con il co-branding.
Quale è la differenza? Usiamo un altro esempio. Antesignani del product placement non ancora regolamentato fu Nike, quando decisero di inserire nelle scarpe di Michael Jordan delle parti in tessuto riflettente, in modo che quando i fotografi scattavano le fotografie durante le partite, le scarpe di Michael risultavano lucenti e attiravano l’attenzione più di ogni altra cosa nelle foto che poi andavano sui giornali e in tv.
La differenza tra questo esempio e quello di Brembo, cioè tra colorare i freni e rendere riflettenti le scarpe da basket, sta nel fatto che nel caso di Brembo la scelta è supportata da un altro forte brand. Se per i fotografi non c’era scelta se “promuovere” involontariamente le scarpe AirJordan, per i freni Brembo invece la scelta da parte delle case automobilistiche e motociclistiche è una scelta accettata volontariamente che suona come una dichiarazione: siamo onorati di montare i freni Brembo perché sono i migliori.
La valenza è quindi doppia e il product placement vive in stretta relazione col co-branding, entrambi realizzati fuori da accordi pubblicitari, ma realizzati solo attraverso la forza di due brand che decidono di sostenersi nella produzione dei migliori e più potenti veicoli al mondo.

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