I nuovi volti di Chanel: dalla Garçonne a Willow Smith

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Emancipazione, tutto parte dall’austerità di una comodità necessaria ed ostentata, e poi, è arrivata Chanel.
Lei che ha aggiunto ad un concetto, si dice nato nell’80 dell’800, la Garçonne, termine comparso per la prima volta negli scritti di Huysmans, che la descrive come “donna che vive la sua vita in modo indipendente ed anticonformista”.
Definibili nello stile rigoroso proprio di una figura forte, taglio corto liscio senza sbavature, come pubblicato nel ’22 del ‘900 da Victor Margueritte in La Garçonne, icone di questo stile diventarono all’inizio del secolo scorso Marlene Dietrich, Greta Garbo, Joan Crawford, Clara Bow e soprattutto Louise Brooks proprio per il suo taglio di capelli.
Allo stesso modo, ma distanti dal rigore della Garçonne, avremmo trovato le Flapper, rivoluzionarie con la gonna ed i capelli corti nel primo dopoguerra.

Rivoluzione di costume prima, socio-culturale poi, partiamo da donne che hanno rivoluzionato la sessualità di un secolo in superficie austero, sino ad un secolo completamente opposto, quello di oggi. Chanel, il brand questa volta, continua a stupire con la scelta delle sue donne, perfettamente nel trend del momento e nella mentalità della fondatrice, credo.
La scelta dei volti dalla maison francese è sempre stata molto particolare, ci hanno sempre fatto oscillare tra l’androginia e la bellezza estrema di donne forti ed indipendenti, le ultime in ordine temporale, esprimono nella loro vita di tutti i giorni, con la loro estetica ed il modo di guardare le lenti della macchina fotografica, il nuovo modo di intendere la vita della donna, quello di una donna nuova, che si è liberata di tanto e vive se stessa, la sua sessualità e la sua libertà in maniera completamente differente. Due generazioni, quelle più fresche, le ritroviamo come volto di un brand che è simbolo di femminilità, passiamo dalla bellezza travolgente di Cara Delevigne, attrice, artista, influencer e super model, allo sguardo disinteressato ma assurdamente espressivo di Kristen Stewart, sino all’esponente della generazione Z per eccellenza, la cui fluidità estetica è assurdamente sublime, Willow Smith.

La scelta dei volti, a me sembra più una scelta delle persone e quello che rappresentano a livello sociale, sono un perfetto spaccato della donna di ora, libera e cosciente di una fluidità resa personale dalla sovraesposizione mediatica.
La sensazione che la donna di oggi sia quella che Coco avesse in mente sin dall’inizio, finalmente libera, sensuale e comoda nella forma che più le si addice: se stessa. Vecchia consapevolezza, retaggio di un passato che già vedeva oltre, a me pare che la scelta dei nuovi volti come alcuni del passato, rientri perfettamente nella visione di Lei, ora certo è più facile l’espressione del sé, grazie alle battaglie del passato, alla globalizzazione dell’informazione con una conseguente internazionalizzazione della figura del singolo, la possibilità di esprimersi attraverso privatissimi vettori pubblici, ha portato esattamente all’emancipazione di una figura sempre più indipendente. So che con tutto quello che sentiamo durante il giorno, parlare ancora di emancipazione femminile sembra assurdo e quasi fuori moda, impossibile dover pensare ancora al fatto che l’uguaglianza non ci sia, purtroppo questa lotta è ancora fresca, magari non in paesi economicamente maturi, anche se non ci metterei la mano sul fuoco.

Noi ci alziamo ogni mattina con l’errata consapevolezza che alcuni discorsi siano belli che chiusi, ma non è così, siamo ancora distanti dall’archiviazione del caso.
Queste Donne, i volti in questione sono lo spaccato e la coscienza che hanno le nuove generazioni, e di dove la libertà può portare se ben coltivata.
La Donna da Uomo vestita, oggi come un secolo fa, al tempo scandalo, oggi icona, la nuova bellezza come quella della Smith, spostano l’asticella di un futuro che regalerà visioni di nuova sobrietà e rigore, icone oggi del futuro che attendiamo con ansia. La Donna con lo smoking di lui non fa scandalo, tutt’altro, uno dei passi più forti a livello mediatico in tal senso sono stati mossi da Dolce & Gabbana che hanno fatto sfilare modelle in smoking con modelli al guinzaglio, ed immancabilmente Jean Paul Gaultier, il rivoluzionario, le fece sfilare con baffi e barbe finte, senza parlare di Armani, che sa fare l’abito da uomo anche per Lei.

I volti potenti esteticamente, mediaticamente per bellezza e per rottura, Chanel li ha scelti rendendosi partecipe, nuovamente, di una r-evolution silenziosa e capillare, generazioni che si educano da sole e che influenzano l’ininfluenzabile: tutti gli altri.
L’estetica è vagamente aliena, con un sapore di quello che è stato.
*CREDIT COVER PHOTO VIV LYNCH

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