Grazie per il murale a Palermo dedicato a Falcone e Borsellino. Ne avevamo bisogno

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Se ne sentiva il bisogno. Se ne sente sempre il bisogno ogniqualvolta la memoria viene tradita, infangata. E’ un gesto naturale quello di ristabilire i valori, provare quantomeno a riequilibrare le storture di un mondo che, senza gesti buoni, rischierebbe di piegarsi su se stesso. In una Sicilia fatta di complessità e simbolismo, in una regione che è specchio di tutta l’Italia, ogni azione è un’icona dall’accezione positiva o negativa. Difficilmente c’è spazio al neutro.
Il busto del giudice Falcone all’ingresso dell’omonima scuola nel quartiere Zen di Palermo è stato mozzato. Nello stesso luogo è stato trovato anche un uccello decapitato. Non solo: vandalizzata anche la dedicata marmorea fatta erigere dai genitori del giudice Rosario Livatino sulla strada tra Agrigento e Canicattì, nel luogo dove fu ucciso il 21 settembre 1990. Vittime di mafia. Vittime come i ragazzi della loro scorta. Vittime ogni giorno dell’oltraggio e dello sconforto.

Ma esistono azioni e reazioni. Ed è necessario, è un compito umano manifestare reazioni positive. Piccoli gesti quotidiani per squarciare il velo di omertà o grandi gesti per essere visti da lontano, per essere visti da tutti, cittadini e organizzazioni criminali. A Palermo si è alzato un nuovo, immenso, presidio di legalità, un murale di circa 200 mq con i volti immortali di due anime che hanno speso la loro vita sul filo della giustizia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Un’istantanea eterna, quella scattata il 27 marzo 1992 dal giovane fotoreporter del Giornale di Sicilia, Tony Gentile, che premette il pulsante della sua macchina fotografica nell’attimo esatto, quando i due magistrati si lasciano andare in un sincero sorriso. I loro sorrisi sono diventati l’arma per ribattere la mafia. La loro complicità è l’anticorpo per levarsi il morbo di Cosa Nostra di dosso.
Per questo l’imponente murale è lì. Perché se ne sentiva il bisogno di rivedere i loro sorrisi. Rosk&Loste, due artisti siciliani, hanno avuto la delicatezza e la sensibilità di riportare dinanzi ai nostri occhi, a volte assonnati, i volti dei due magistrati, con la morbidezza e la bontà dei loro tratti fatti con lo spray. Alle spalle c’era Inward, osservatorio nazionale che opera nell’ambito della creatività urbana con un preciso modello di valorizzazione e che ha realizzato il progetto Parco dei Murales, un programma di riqualificazione artistica e rigenerazione sociale nel cuore della periferia orientale di Napoli, dove l’osservatorio ha sede.


Inward ha coordinato il progetto voluto dalla sezione palermitana dell’Associazione Nazionale Magistrati, insieme al Comune di Palermo, la Città Metropolitana e la Sovrintendenza, in occasione dei 25 anni dalle stragi di Capaci e di via d’Amelio, quest’ultima avvenuta il 19 luglio 1992. E proprio il 19 luglio 2017 è stata presentata e inaugurata l’opera, su una grande facciata dell’Istituto Nautico “Gioeni Trabia” alla Cala.
«Uno scenario importante, di ampio passeggio, centrale, che guarda il mare, un orizzonte che non incontri mai e che in ogni caso ti chiama. Il fatto poi che sia sopra un edificio scolastico fa ancora più piacere, per l’ispirazione che può rendere ai più giovani – è il commento di Luca Borriello, direttore ricerca di Inward, che sottolinea, lungo i suoi passaggi, l’importanza di colpire il cuore soprattutto dei giovani, di quelli che ti dicono “Io non c’ero” -. Il ricordo e la memoria di Falcone e Borsellino non possono andare perduti e incontrare l’arte urbana vuol dire rafforzare questo messaggio, in particolar modo verso le nuove generazioni, in grande scala e per un importante impatto visivo».


Coscienza, senso civico e legalità sono le armature da rinsaldare quotidianamente per respingere i tentacoli mafiosi, criminali e incivili. Il murale di Rosk&Loste, visibile da diversi punti della città, porta conforto e determinazione ai palermitani e a chi passa per le strade di Palermo. E’ un paterno abbraccio che invita e invoglia a fare la cosa giusta, sempre, affinché questa terra possa essere dei giusti e dei buoni. «Tutti i passanti hanno apprezzato questo omaggio che vuole essere anche un messaggio di forza per tutti coloro che quotidianamente sono impegnati nella lotta contro le mafie. Anche noi come coordinatori artistici, così come il duo di street artisti, siamo onorati ed emozionati di poter celebrare, ad un quarto di secolo dall’eccidio, due uomini di immenso valore ed esempio», ha concluso Luca Borriello.
Perché come diceva un altro paladino, Peppino Impastato, se la mafia è una montagna di merda, bisogna risponderle pari pari. Con i giganteschi occhi e sorrisi di vernice di Falcone e Borsellino. Oggi, così come 25 anni fa, se ne sente sempre il bisogno.

cover photo Sergio Barone

 

https://www.facebook.com/INWARDstreetart/

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