È difficile dire addio ad American Apparel! Icona Controversa!

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Dite addio ad American Apparel! O almeno a come lo conoscete.
Il Brand di LA è stato da pochi giorni venduto al colosso Canadese Gildan Actiwear ad un’asta fallimentare. Il Brand manifatturiero di LA non è riuscito a tenere il mercato con i giganti del fast fashion come H&M che hanno pian piano mangiato il loro target, aiutati molto da una politica di pricing nettamente più vantaggiosa.
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American Apparel è uno dei marchi di abbigliamento più controversi degli ultimi 30 anni, scalato il successo molto anche grazie alle sue campagne particolarmente borderline, che hanno fatto la storia del costume e tanto hanno influenzato la moda e il suo modo di vedere la comunicazione.
Campagne quelle del brand californiano, ritraevano modelli e modelle, spesso particolarmente giovani, scattati come in momenti di vita privata. Scatti che ora rimarrebbero privati nel rullino del telefono, oppure filtrate e sbattute sui social, AVANGUARDIA all’epoca, oggi un callo che non ci ci permette di scandalizzarci, e per quelli che ancora urlano scandalizzati, il mio invito è quello di guardare con coscienza anche le pubblicità dei bagnoschiuma, che ormai non peccano più di pudicizia nemmeno quelle.
Variazione il brand della personalità di un CEO che non si è mail lasciato dietro un pensiero non espresso, chi può dimenticare l’intervista per Jane Magazine del 2004, pezzo particolarmente controverso.

 

american-apparel-ShockBlast Proprio lui Dov Charney il fondatore, che ha fondato il brand nel 1997 ma che ha prodotto la sua prima maglietta molti anni prima, ha asserito senza alcuna vibrazione nella voce che il crollo del suo impero è dovuto ad illeciti di wall street. Noi sappiamo che uno dei punti principali del passaggio di proprietà è il suo licenziamento per “cattiva condotta” la sua uscita di scena e oscurata da accuse di sessismo e di sospetta violenza sessuale.
L’azienda parla attraverso il Global Director Pr, che conferma la chiusura entro aprile di tutti i punti vendita americani come quelli inglesi che sono stati i primi a chiudere a dire il vero, tranne quello a Camden, lo storico centro londinese.

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Fonti come il Chicago tribune affermano che erano diverse le aziende interessate all’acquisto del brand, come Amazon, Forever 21 e il gruppo Authentic Brands, erano interessate ad acquistare American Apparel e alla fine l’accordo è stato concluso dopo che Gildan ha aumentato di ben 22 milioni di dollari la sua offerta iniziale.
Nell’accordo però sono rimasti fuori tutti i negozi, 260 in 19 paesi, di cui la metà solo negli USA.
Icona del NormCore, adesso sarà difficile da rimpiazzare, almeno nei cuori degli addicted, per lo shopping e per il portafogli stanno aprendo in tutto il mondo i negozi delle nuova linea no gender di ZARA, il colosso del fast fashion che adesso si è lanciato nell’ungendered con non poche critiche, nonostante il mercato fosse particolarmente maturo per questo genere di prodotto.

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