Dear white people, c’è una serie che dovete vedere

Comments (0) Art & Culture

Cara gente bianca, c’è una serie che dovete assolutamente vedere!
Okay okay non avete ancora e dico ancora visto il film. Niente di così grave, potete recuperare perché Netflix ne ha fatto una serie molto carina.
Si chiama “Dear white people” ed è una delle novità di maggio. La serie, basata sul film del 2014 Dear White People di Justin Simien, racconta le vicissitudini degli studenti afroamericani in una prestigiosa università statunitense frequentata prevalentemente da bianchi. Il titolo viene proprio dal nome del programma radiofonico condotto da Samantha, tosta attivista di colore, da cui scaturiscono gli eventi che portano alla discussione sulla questione razziale sviscerata nei vari capitoli donando allo spettatore una visione più ampia ed eterogena sul tema.
Ogni episodio è un capitolo, ogni capitolo un personaggio, ogni personaggio un evento visto da un punto di vista diverso. Un susseguirsi di causa ed effetto che episodio dopo episodio ci fanno scendere sempre più profondamente nei sentimenti dei personaggi, lasciandoci scoprire gli eventi che li hanno portati ad essere quelli che sono.
Offese inconsapevoli e consapevoli, politiche maldestre, sono tutti ingredienti di una ottima serie targata Netflix. Differenze razziali, razzismo sembrano temi di un’America dello scorso secolo e invece come l’attualità spesso ci mostra, non è così. Al punto che la serie è stata contestata su Twitter da alcuni esponenti della cosiddetta alt-right, un movimento neonazista e razzista americano, che l’hanno accusata di essere “contro i bianchi”.

Probabilmente, in alcuni punti, si rasenta quel limite. Ma fatto sta, se questo fa comprendere almeno un po’ le sensazioni che si provano ad essere vittime, non c’è niente di male. Ad ogni modo, nella serie, vecchi temi come il razzismo, l’amore fra coppie di etnie miste, si mischiano con temi “nuovi” come l’omosessualità e l’indefinibilità sessuale.
Ottima regia, fotografia buona, trama interessante quanto meno per le modalità in cui viene sviluppata, nonostante la voce narrante stile Jean-Pierre Jeunet. E poi carta da parati, carta da parati ovunque.
Ad ogni modo la serie è stata girata bene, tanto da farci entrare, educatamente, nella carnalità dei fatti, che si parli di lotta, ballo o sesso.
Insomma una serie interessante, che vale la pena di vedere. Che dire, Netflix in primavera ne ha azzeccate parecchie. E noi con questo articolo abbiamo terminato anche le recensioni delle serie. Almeno per questa settimana.
Restate sintonizzati!

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