Dalla letteratura al cinema, SciFi: un fenomeno sempre più popolare

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SciFi:Quando nel 1818 l’autrice britannica Mary Shelley pubblicò il suo romanzo Frankestein, fu subito chiaro che stava prendendo forma un nuovo genere letterario, di immediato successo, che avrebbe rivoluzionato il modo di concepire la realtà. Era la fantascienza, che nel corso del Novecento si è estesa a tutti gli altri mass media, dalla televisione ai fumetti. Ma soprattutto al cinema. Il cinema, inteso come luogo in cui rifugiarsi per scoprire mondi irreali e sconosciuti, deve molto al genere fantascientifico, ma anche viceversa. Sì perché la Science Fiction, meglio nota con la sigla SciFi, di pari passo con la tecnologia, sta diventando sempre più un fenomeno popolare di grande impatto. Lo sa bene il regista James Cameron, un gigante della Hollywood SciFi, già autore di capolavori come Aliens e Terminator, che mentre dirige i lavori per il sequel di Avatar, si appresta a raccontare la nascita e la diffusione della Science Fiction attraverso un docu-film per la TV, in uscita nel 2018. Prodotta dalla AMC, la serie si comporrà di sei episodi, ciascuno della durata di un’ora, avrà come titolo James Cameron’s Story of Science Fiction e cercherà di rispondere alle domande sul futuro del genere umano, destinato a competere con l’avanzare inarrestabile della scoperta tecnologica. Cameron ha dichiarato di aver deciso di diventare regista proprio grazie a una pietra miliare del filone fantascientifico: 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. E adesso, a quanto pare, ha deciso di restituire il favore con un focus sulla storia del genere. In attesa di saperne di più, sono già chiari a tutti i pilastri su cui si fonda la SciFi e che la rendono una categoria inconfondibile. Viaggi nel tempo e nello spazio, universi paralleli e vita extraterrestre. Ma soprattutto la cibernetica, la scienza che fonda le sue basi sulla creazione di macchine che possano sostituirsi al cervello umano: una pretesa ambiziosa e al contempo spaventosa, ma sempre più plausibile e per questo affascinante.

2001-odissea-nello-spazio

Va in questa direzione il prossimo lavoro di Rupert Sanders (Biancaneve e il Cacciatore), Ghost in the Shell, in distribuzione a partire dal prossimo 30 Marzo. Tratto dall’omonimo manga del 1989 di Masamune Shirow, racconta le vicende della Hanka Robotics, un’organizzazione antiterrorismo cibernetico, che dovrà difendersi da un nemico che vuole sabotarla a tutti i costi. Scarlett Johansson vestirà i panni della protagonista, il Maggiore che nel fumetto giapponese si chiama Motoko Kusanagi, ma che nel film viene chiamato semplicemente the Major. Una scelta controversa, perché nel manga originale Kusanagi è di etnia asiatica, ma Scarlett Johansson è stata in seguito approvata e ritenuta perfetta per il ruolo, sia per la sua carriera che per la sua “aria cyberpunk”.
Distribuito dalla Universal Pictures, la pellicola nasce con l’obiettivo di diventare un kolossal del genere SciFi: il segreto per riuscirci è l’unione inverosimile tra la realtà amplificata frutto del progresso tecnologico e gli spunti di riflessione che ne derivano, totalmente umani e a tratti filosofici. Un connubio che in Ghost in the Shell è lampante, diventando premessa e promessa di successo.

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