Buz Luhrmann e le sue visioni: un profeta o un trendsetter?

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Stravagante, luminoso, opulento. Baz Luihrmann è uno dei registi che negli ultimi decenni ha influenzato di più l’ambito off Cinema. La sua visione, le sceneggiature, la fotografia, hanno influenzato non solo il cinema, ma, soprattutto, la società, il costume, le culture e le subculture del periodo.
Romeo + Giulietta è l’opera più di tendenza sia per il periodo in cui è uscita, nel ’96, ma lo è ancora oggi. Non solo perché esprimeva terribilmente bene, se pure romanzandoli, gli anni ’90, ma anche perchè riassumeva in una pellicola una delle tendenze e subcultura più forti e longeve degli ultimi cinquanta anni, il vaporewave: coloratissima subcultura che, sempre riscaldata da un ideale sole di Miami, veste di colori accesi e fa propria un’immagine sempre disordinata e piena di lucente, un decadente sfarzo, tutto in chiave ovviamente dissacrante e ironica.

mercutio

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Uno stile epico, quello della violentissima Verona Beach, narrata attraverso le vivide visioni di Luhrman, tra neon, una sfilata di Prada, D&G e Versace, con uno stressantissimo sfondo fatto di sangue e amore. Una visione distopica e concretamente più vicina a come un millennials avrebbe voluto che lo storico dramma di Will Shakespeare fosse. Più fresco, sexy e colorato, in cui il trip di Romeo vola leggero sulle note di Kym Mazelle con Young hearts run free, trasformandosi in una delle storie d’amore più famose della letteratura, con Garbage e Radiohead di sottofondo. Suoni che conosce bene l’MTV Gen: i pre-millennials, la generazione che per prima ha portato alla ribalta i festival e le nottate nelle foreste con la techno e i colori fluorescenti per dipingersi il corpo.
Un immaginario intrigante. Una visione del costume all’interno del dramma, talmente tanto calzante nel momento storico da essere istituzionalizzato in una subcultura. Atmosfera sottolineata da una violentissima Venice Beach mixata a Mexico City, con una sovraesposizione d’immagini religiose, illuminate da fluorescenti fonti luminose tra camice hawaiane. Ed è proprio qui che trova spazio l’espressione perfetta di una tendenza terribilmente immortale. Dove lo storico e infinito scontro tra Montecchi e Capuleti è narrato da pistole, droghe, decadenza.
La stessa identica tendenza si è verificata dopo l’uscita del Moulin Rouge. Sulle passerelle e poi in strada vigeva il trionfo di lingerie e capi che di solito si vedevano nell’intimità della camera da letto. Sdoganato l’underwear lezioso, è entrato a far parte della vita di tutti i giorni, come strenuamente Jean Paul Gualtier aveva cercato di fare per tutti gli anni ’90.

the-grat-gatsby

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Stesso apporto profetico lo abbiamo avuto un paio di anni fa, attraverso l’esaltazione del lusso più sfrenato sulle note della Del Rey e dei Black Eyed Peas. The Grate Gatsby ci ha raccontato uno stile sempre eccessivo, caratterizzando le linee grafiche e le tendenze per almeno un paio di stagioni.
Il suo interesse per la moda e la sua capacità di influenzare le masse sono stati palesati nei cortometraggi “Impossible Conversations” Schiapparelli & Prada del 2012, una conversazione in un ambiente rarefatto: sette chiacchierate sul bello ed i massimi sistemi della moda.

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Waist Up/Waist Down (2012)
Ugly Chic (2012)
The Exotic Body (2012)
The Surreal Body (2012)
Hard Chic (2012)
Naïf Chic (2012)
The Classical Body (2012)
Un tavolo, delle bollicine ovviamente, Elsa interpretata dall’attrice Judy Davis e Miuccia vestite di tutto punto, chiacchierano trovandosi difficilmente in accordo sulla moda, sulle persone, sull’estetica e l’adorazione che la moda ha per il brutto.
Quella di Luhrman è una carriera iniziata come attore che poi si sposta dietro la macchina da presa, con vincenti risultati.
C’è da chiedersi se sia un profeta delle tendenze o un influencer?
Sicuramente entrambe. La sua voce ha sempre avuto forte peso nell’influenzare la moda ed il design. Il suo è un immaginario talmente vivido che non resta che assumerlo come verità. Una realtà così appetibile da divenire quasi necessaria.
“Il film si scrive con la luce” diceva Federico Fellini e Baz Luhrmann deve averlo capito anche molto bene, visto che una delle sue pellicole preferite è 8½.
Nella filmografia di Luhrmann la luce ha una grande importanza, tanto da caratterizzarne la fotografia e diventare una peculiarità delle sue scelte stilistiche. Una fotografia colorata che predilige toni caldi e scenografie lussuose. Ricorderete tutti la prevalenza di rosso presente in Moulin Rouge, l’oro de “Il Grande Gatsby” e soprattutto il giallo delle candele di “Romeo+Giulietta”. Colori e immagini intense che qualche volta gli sono valse più gratificazioni rispetto alla trama del film, a cui il regista sembra non dare la giusta importanza. Ma non fa nulla, perché è la bellezza delle immagini a trasportarci nei suoi sogni fatti di luce.
Un cocktail così ricco da oscillare pericolosamente tra la perfezione ed il disastro, che sino a questo momento non è avvenuto. La ribellione giovanile non è mai stata così sexy come tra le immagini di Luhrman. Capolavori profetici dove le parole dicono poco e tutto il resto spiega le intenzioni.

Qui di seguito i video in collaborazione con VOGUE con protagoniste Shiapparelli + Prada.






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