Black Vibration

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Impressione visiva che viene sperimentata quando nessuna luce visibile raggiunge l’occhio, combina tutti i colori della luce che stimolano in maniera uguale i tre tipi di recettori sensibili ai colori.
Il Nero, un vuoto pieno di tutto quello che non riusciamo a vedere.
Una vibrazione eccitante che è inevitabilmente attratta dal proibito. Il Dark Side of the Moon, una visione, un’idea, l’eccitante estensione di un brivido che nell’intimità regala una proibita soddisfazione.
Come il celebre designer Italiano Roberto Cavalli afferma “Non esiste il Nero Assoluto”, è vero ma ci siamo quasi, qualche tempo fa è stato realizzato da Surrey Nanosystems il materiale sintetico più nero mai realizzato, il VantaBlack, assorbe il 99,96% della luce che riceve, sostanzialmente un buco per chi lo osserva.
Nella moda è sicuramente simbolo di eleganza e forza.
Superato il nero rotto da lucidità e paillettes del penultimo decennio del secolo scorso, arriviamo ad un nero che esprime il meglio di sé stesso fluendo liquido su tute di latex, labbra ed occhi di biondissime regine punk nascoste in grattacieli di vetro in centro città. Un nero questo, che esprime ribellione, forza, voglia di indipendenza, traslando le sane portatrici nella versione più sexy di sé.
Una visione estetica quella del nero degli inizi del 2000 che punta ad una poco sottile poesia, che vuole violentemente riportare la personalità ad essere preponderante nell’espressione estetica del singolo.
Tutt’altra visione è quella che ci traghetta dal primo al secondo decennio del nuovo secolo, dove una super hot Diva dalle fiabesche fattezze si ricopre di piume nere ed il suo corpo viene scolpito dalle mani di una delle figure più visionarie della moda, Alexander, quel McQueen che ci ha abbandonato all’apice di una fiabesca estetica che solo lui poteva regalare ad un sognante pubblico.
Al contempo dalle camere da letto esce con grande veemenza l’esibizione di una intimità mai immaginata come pubblica, dove l’ex seconda vita, quella oscurata da pesanti tende di velluto, veste di parole e di sguardi con quel nero usato come decoro di rimando siciliano il color carne, il colore di pelle nuda che l’inevitabile esibizionismo ha portato per le strade di un centro iper affollato e fatto di fotocamere e superfici specchiate.
L’estetica è quella della dark lady, lei ha natali nella fumosa e persa nel tempo Salem, ed è per metà regina Indi, questo sulle passerelle di un indimenticabile Riccardo Tisci per Givanchy, dove il nero diventa Brand e State of mind, atterrando come punto luce su corvini capelli che divengono ricami sui volti.
Se diciamo Nero Moda Uomo pensiamo a quella Sicilia trasferitasi nella grande città, dove troviamo flotte di modelli rigorosamente in black tie, la Dolce&Gabbana visione del nero sartoriale.
In verità sono le strade che sono ricoperte di nero, progettato da giovani leve della moda internazionale, come Marcelo Burlon, County of Milan, che con il nero esprime a perfezione i tagli di una moda derivante dall’active wear, e di quella visione alternativa alla camicia che la generazione dei millennials e alcuni illuminati X stanno facendo diventare espressione giornalieria di una sofisticatezza tutta nuova. Vessillo, il nero, di una generazione che si sta riappropriando di un futuro che nero gli era stato consegnato.
Nero, che diventa base del suo opposto in grafici giochi di scritte e geometrie sulle stampelle dell’americana HBA (Hood by Air).
Il nero ha il fascino dell’eccesso nascosto, partendo da Centurion, la più elitaria delle carte sino ad arrivare al toro emiliano che sempre di più si veste di nero “MATT”, Lamborghini, eccellenza Italiana sempre più amata.
Anche il food si veste elegante, in edizione speciale, da burger king, l’hamburger è di un solo colore… NERO….
Riscopriamo il design, lontano dalle università, che può riprendere finalmente il colore, per vestire oggetti lucidi, opachi, metallizzati e trasparenti, per modellare spazi intimi, il nero va di scena in bagno, che diventa una grotta spa dove il relax ha il colore della notte.
Simbolico colore che domina gli animi, visione e lifestyle per chi con semplicità lo indossa venerando la divinità dei brand. Volubile, ma mai capriccioso, il colore non colore che va usato e lavorato in modo appropriato altrimenti rischia di distruggere false carriere.
Dai dress code ai muri dei locali più cool, è una brandizzazione incisiva che va rispettata, la complessità sta nel peso di un colore che si presta, ma mai si dà completamente, rischioso sì, ma per chi lo sa usare è una dorata scala per l’olimpo.
La Black lable da sempre indica una precisa visione in qualsiasi ambito la si va ad inserire, dalla GDO alla moda, è un simbolo che comunica sé stesso, con pochi fronzoli e come una spada arriva a comunicare il suo messaggio.
Nero: incisività, complessità, sensualità. È necessario come il tubino…

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