L’ultima opera di Banksy sulla Brexit: un déjà vu

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Banksy, a sto giro ci devi delle spiegazioni. Non tanto per il senso del tuo ultimo lavoro, dall’intuizione immediata e dalla resa banale. Non volendo scatenare l’ira dei seguaci estremisti dell’artista di Bristol secondo i quali è dogma e non può essere mai nominato, l’ultimo lavoro realizzato a Dover è una miscellanea di robe già viste che non aggiungono nulla al panorama artistico. O meglio, senza andare a paragonare quello che già è stato creato, isolandoci e ovattandoci rispetto a quello che ci circonda, l’opera ahimè non graffia, non lascia il segno, non penetra in profondità ponendo delle riflessione, schiaffeggiando l’osservatore con la sua tipica cruda e insolente critica.

Domenica sette maggio è apparso un gigantesco murale sul muro di un palazzo di Dover, città sulla costa sud dell’Inghilterra. Un operaio, massima espressione della working class britannica, è intento a togliere con un scappello, dalla bandiera dell’Unione Europea una delle dodici stelle simboli dei diversi membri aderenti. L’originalità del lavoro, che è un evidente riferimento alla Brexit, sta nel luogo in cui è stato realizzato: non è molto lontana dal porto di Dover da cui solitamente partono i traghetti che collegano il Regno Unito con la Francia e quindi con l’Europa. Un altro tratto che sforzandoci diremmo apprezzabile è l’enorme crepa che proprio dai colpi dell’operaio si propaga su tutta la bandiera a segnalare il pericolo di una frantumazione quasi irreversibile.

Ma del resto la crepa nel muro o una stella che cade o sparisce dalla bandiera è un concetto già calpestato e affrontato in precedenza diverse volte. Durante il Nuart festival del 2014, l’artista portoghese MaisMenos ha interpretato la bandiera blu alla sua maniera, commentando la posizione della Norvegia in relazione all’adesione alla stessa Unione. La “R” di Norway che scolorisce lascia spazio alla frase “No way”, ovvero una decisione drastica di non entrare a far parte dell’UE. E’ possibile, infatti, notare una stella al di fuori del cerchio, sopra la ciminiera.

La bandiera blu stellata dell’Unione Europea è stata utilizzata anche in contesti evidentemente diversi, ma con impatto altrettanto significativo. Sull’immigrazione, sulla politica dell’accoglienza e sulle tante vittime dei naufragi delle barche fatiscenti con cui provano a solcare il mar Mediterraneo per cercare una nuova vita, lo stesso Banksy, assieme al suo team, aveva realizzato un lavoro duro ed emotivo con dodici corpi di migranti sospesi nell’acqua.

Nel 2012 in Marocco, invece, l’artista italiano Blu ha realizzato un’opera altrettanto provocatoria riprendendo uno slogan tanto caro alle bocche estremiste di certi partiti xenofobi europei che paventano la chiusura delle frontiere e l’innalzamento delle barricate. La bandiera dell’Unione Europea, in questo contesto, è un enorme filo spinato con le dodici stelle sostituite da altrettante spine che tengono al di fuori del cerchio una moltitudine di uomini, donne e bambini.

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