Analogici da bambini, digitali da ventenni: una generazione chiamata Xennial!

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Immagino che abbiano lasciato scrivere questo articolo a me, non perché abbia una voce autorevole, ma perché sono la più “anziana” della redazione. Ebbene si in una redazione di Millennial io rientro per un soffio tra gli Xennial! Anzi a dire il vero, farei parte di entrambe le generazioni, ma andiamo avanti.
Gli Xennial sarebbero una «generazione di mezzo», nata tra il 1977 e il 1983, che ha conosciuto sia il pre-digitale che quello che è venuto dopo, riuscendo ad adattarsi a due mondi completamente diversi. «Un’esperienza unica» secondo il parere di Dan Woodman, professore associato all’Università di Melbourne che sottolinea come gli Xennial siano stati in grado di attraversare con successo la fine di un’era e l’inizio di un’altra.
Noi Xennial non facciamo quindi parte dei Millenial, nati tra 1982 e il 2004, ma neanche della delusa e pessimiste generazione X, nati tra il 1965 e il 1980. Analogici da bambini e digitali da ventenni. La si può vedere anche così: “Se ti ricordi di aver visto i film di Star Wars al cinema da bambino sei della generazione X. Se sei nato nel periodo in cui è uscita la trilogia originale di Star Wars (1977-1983), sei uno xennial. Se sei nato tra la fine della prima trilogia e le edizioni speciali (uscite a partire dal 1997) dei film, sei un millennial”.
Saremmo quelli dell’infanzia serena e dell’adolescenza senza social network, coloro che, secondo Woodman: «Hanno organizzato incontri con gli amici solo con telefonate da telefoni fissi: si decideva un appuntamento e ci si presentava a quell’ora, ma hanno saputo adattarsi al web e ora fanno tutto attraverso le app». Insomma, saremmo il simbolo vivente della capacità di adattamento dell’uomo.
Se poi volete andare sul viale dei ricordi noi Xennial siamo l’ultima generazione a sapere che, quando la cassetta si inceppava nel mangianastri, per aggiustare tutto bastava una matita.
Ma non ci sminuite così, per piacere! Noi siamo stati i primi ad acquistare un iPhone, i primi ad apprezzarne le potenzialità. Siamo la generazione che ha installato l’ADSL e siamo stati anche i primi a capire che per collegarsi a Internet non dovevamo più tenere libera la linea telefonica.
Non avremo il pessimismo della Generazione X e l’ottimismo dei Millennial, ma siamo anche quelli delusi e dimenticati dagli uni e dagli altri. Siamo una generazione ibrida, che ascoltava buona musica e andava a guardare film straordinari al cinema. Siamo quelli che le riforme universitarie le hanno subite, per i quali la formazione e l’istruzione era tutto.
Ci siamo adattati anche a quel passaggio dal lavoro fisso alla flessibilità e che ora sono in giro per il mondo chiedendosi se un giorno riusciranno a chiamare un posto casa.
Però eravamo ancora abbastanza giovani quando l’economia è collassata, non avevamo ancora investito molto, non abbiamo perso case e pensioni. A differenza di molti generazione X.
Siamo, per dirla tutta, quelli che possono ancora farcela!

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