Aiutiamo Pao a ritrovare i suoi pinguini rubati a Dolo!

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Se Federica Sciarelli, la nota giornalista e conduttrice “Chi l’ha visto?”, dovesse mettere le mani su questa storia, forse, arricchirebbe i palinsesti del programma televisivo per diversi mesi. Bisogna usare i guanti dell’ironia per raccontare la disavventura dello street artist Pao e del furto dei suoi pinguini.
Facciamo un passo indietro: Paolo Bordino, conosciuto come Pao, è un’artista che sin dagli esordi ha capito come interagire con elementi urbani tra cabine elettriche, muretti e soprattutto i dissuasori di cemento più comunemente noti, soprattutto tra le vie milanesi, come “panettoni”. A colpi di spray e genuino ingegno e fantasia, Pao realizza animali, spesso pinguini, e personaggi fantasiosi, allegri e dinamici.

Gli ultimi a vedere i suoi pinguini in giro per l’Italia sono stati gli abitanti di Dolo, comune veneto di più o meno 15mila anime, che ha ospitato per alcuni giorni, verso la fine di maggio, il festival “I DoLove” chiamando a raccolta alcuni street artist, tra cui appunto Pao. Il ragazzotto milanese oltre a realizzare due splendidi murales “bucolici”, ha accompagnato la sua performance lasciando sul ciglio del marciapiede in via Vittorio Veneto sei panettoni, cinque classici pinguini e una coccinella.
Nemmeno un mese di vita e gli animaletti sono scomparsi nel nulla. Verrebbe da dire “volatilizzati”, sempre per rimanere nel campo della risata (anche se poi, in verità, non è rimasto molto da ridere). Rubati da un cleptomane seriale? Presi da un predatore d’arte che vorrebbe avere tutto per sé da gustare comodamente in salotto? Un atto vandalico? Agatha Christie, per favore, intervieni tu dall’aldilà a consigliarci la strada giusta da seguire!

E’ stata l’amministrazione comunale, con un post su Facebook, a dare l’allarme, subito rilanciata dallo stesso artista. Poi, l’assessore alla Cultura di Dolo, Matteo Bellomo, amareggiato, ha commentato : «Se ne saranno andati perché delusi dall’accoglienza che hanno ricevuto. Non si può dire che qui abbiano avuto una vita facile. I panettoni dipinti da Pao erano sul marciapiede dove si trova la fermata dello scuolabus, in modo che i più piccoli potessero godere delle opere, ma quel punto è poco lontano da un monumento dedicato ai caduti della Prima Guerra Mondiale e qualcuno ha protestato, sostenendo che collocare lì i pinguini fosse una mancanza di rispetto».
Qualcuno ha puntato il dito contro un’organizzazione di estrema destra, ma al di là delle supposizioni e congetture, rimane un gesto esecrabile e anche sconfortante che va contro il senso di libertà, nato proprio dalla strada, che Pao vuole trasmettere con i suoi pinguini. Si possono organizzare festival, giornate aperte per famiglie, bambini, appassionati, si può portare colore e sorrisi in città, ma il senso civico è un seme che va protetto e coltivato contro le intemperie grette. Ed è un lavoro lungo e complesso.

Per Pao non è nemmeno la prima disavventura: nel 2015, a Milano, per un “misunderstanding” alcuni volontari cancellarono un murale dell’artista realizzato nel 2001 nel parco giochi di via Cesariano vicino a Parco Sempione. Un malinteso tra autorizzazioni del Comune e desiderio di eliminare scritte oscene e falliche che è sfociato in una iper-pulizia monocromatica senza senso e con dispiacere dei residenti che hanno figli che giocano e parlano con le opere. A ogni modo Pao è stato, successivamente, invitato a realizzare una nuova opera nello stesso tratto.

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