Shades of Technology

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Quale colore dovrebbe avere la tua ombra?

Le tendenze impongono colori che in trasparenza lascino intravedere le sfumature grige di un rilassante pensiero. Siamo nel lato satinato del mondo, la palette tech-color è dannatamente basic, una visione di tecnologia inserita allo stremo nella nostra vita, che dell’impalpabilità di forma ne ha fatto una questione importante. Quando non è così si sta parlando di un gioiello, o meglio di un device che vince la sfida del colore mixando la propria forma con preziosi materiali propri di un segmento differente.

Dimentichiamo quei colorati e spensierati anni ’90 che con “If you had my love” di una Jlo lanciavano un arancione imac G3 che in acqua trovava la calma per poterla trasmettere la super hot cantante, anche l’Mtv generation ha abbandonato le cover di indistruttibili Nokia che facevano esprimere momentanee sensazioni di un decennio vissuto day by day.

Ora il mercato non sembra amare le infantili vibrazioni colorate sulla sua tecnologia, e infatti Nokia ora Micrsoft ed Apple hanno abbandona con il mercato di Smartphone e computer ricchi di tonalità dello spettro visivo, poiché di risultati a casa il mercato del colore ne ha portati veramente pochi.

Come Samsung insegna e MuntainView sottolinea i colori nella tecnologia sono pochi e quei pochi sono troppi… Bianchi, neri e grigi che in trasparenza danno luce a preziosi grigi/azzurri e rosa, fatti secondo la casa di Cupertino in satinato materiale atti a dare qualche brividino quando per caso metallo e metallo si incontrano.

Il mercato fa vincere i classici Bianco asettico di una tecnologia che vede i natali all’est, in quella SudCorea ricca della presenza di plastici materiali trasparenti tanto amati in casa Samsung.

O di neri sempre lucidi che vincono la sfida del tempo. Il colore in eccesso che il super colosso della tecnologia asiatica ci ha concesso è il blu di un s6 impermeabile.

Il 2015 affonda le mani in liquidi color oro che ricordano dei lucidi anni strobo, dove la realtà era il Motorola Razor V3 D&G Gold, espressione di una opulenza pre 2009 cuore di una cultura con solide fondamenta.

Ora entrambe le super potenze della tecnologia propongono satinate o liquide tonalità oro o platino che si appropriano dei metalli “non” preziosi dei device di cui sono responsabili. La crisi sta finendo o siamo solo stanchi di ormai plastiche forme che ci ricordano la serie, troppo facile da stampare?

Ovviamente la serie è madre dell’industria che taglia e da forma anche alle metalliche fattezze di nuovi smartphone e non solo, ma ha tutto un sapore differente, ricco di un materiale che forse in produzione costa anche meno. Il colore importante è quello del pixel che ormai numerato in K non ha mai abbastanza fratelli per un consumatore che al massimo un paio di anni fa si interrogava sul significato di SQ, HQ, Hd, FullHd, 3D e 4K a 48fps.

In tanti cedono comunque ai classici Sideral Gray, Bianco Fluo o Nero, ma L’oro è una scintilla che si accende sulla wereable technology, quei non tanto nuovi device da polso che vogliono assomigliare al babbo e alla mamma, ma che per natura sono differenti da entrambi.

Tutti li hanno proposti, alcune aziende sono tornate sul mercato con dei prodotti vincenti come la su citata M. che con l’ultra customizzazione del suo Moto360 ha rapito il mercato. Dalla pelle all’oro per l’orologio non è mai abbastanza. Lusso per lusso la tecnologia incontra la tradizione secolare di marchi storici della Moda che cedono al fascino dell’ Higeh tech, a cedere sono i grandi, gli intramontabili che con un tema di customizzazione software e non solo, hanno attraverso un tweet della Caporedattrice di Voge Japan, AdR, reso ancora più pubblico la collaborazione con Apple, vestendo l’ iWatch di quel prezioso pellame che la storica maison francese, Hermes è ricca in esperienza e in design dal gusto imperituro.

Il lusso non basta mai. Dalle tasche, alle borsa ed al polso, passiamo alla casa, che in antiche strutture soprattutto se pensiamo alla vecchia Europa ospita vangate di tecnologia che gestiscono una dimora riadattata ad una modernità che non le appartiene ma le dona tantissimo.

Il Tv ormai passato di genere, è diventato un gigantesco computer connesso ad internet attraverso il quale possiamo navigare tutte le nostre memorie rigorosamente in cloud e godere di video musica e tv stando comodamente in poltrona, ormai non è più necessario nemmeno perdere gli occhi tra mille pulsanti di telecomandi/tavolino, è tutto nella nostra immancabile ombra sotto forma di app…

Se vi chiedessero il colore dei vostri televisori probabilmente avreste un secondo di esitazione, l’importante è quanti K di pixel ci regala tutte le volte che la accendiamo, i colori base udite udite sono ovviamente 2 gli intramontabili Black e Gray, ma la trasparenza di plastici materiali ci regala schermi con cornici inesistenti e retro illuminate per rilassare gli occhi durante la visione, apprezzatissimo plus dato che tra computer fissi, portatili, smartphon e tablet i nostri occhi ogni tanto hanno bisogno di essere coccolati, con perché no il Tv curvo, con annessa inesistente cornice, l’effetto cinema assicurato e il popcorn è d’obbligo.

Quindi se mi chiedeste qual è il colore dominante nella tecnologia, vi risponderei la trasparenza di una connessione costante tra tutti i device della nostra quotidianità, o semplicemente uno di troppo.

L’evoluzione della palette colore è costante ma rispetta molto spesso i piani di abbonamento di 30 mesi che sino a questo momento hanno reso possibile l’ultra tecnologizzazione a basso costo.

Poi c’è chi pensa al proprio armadio mentre acquista uno smartphone dato che il nero va su tutto ma non sul marrone, poi dipende dal marrone, allo stesso modo il blu, il bianco è estivo e bisogna avere un guardaroba particolarmente basico ma ricco in forme per poterlo accoppiare, insomma gli indecisi acquistano il Grigio e le sue sfumature, come per la macchina.

Nell’anno che la Pantone ha dopo tante ricerche assegnato al Marsala, pantone 18-1436, la tecnologia snobbissima diva pop è grigia ed ha 3 sfumature. Perché il nero/antracite è grigio!

I colori della quotidiana tecnologia senza fili sono quelli di un lusso classico, quello di un gioiello antico che ci fa riscoprire i tre colori dell’oro, che diventano protagonisti di targettizzati gusci, aggiungendoci però un classico Sideral Gray che tutti gli Apple addicted venerano, ed il gioco è fatto.

Il colore fallisce se non in alcuni segmenti del mercato che possiamo considerare o disinteressate nei confronti dell’iconicità dell’oggetto, interessate più verso un utilizzo meccanico del prodotto in se, o spensierate gioventù liceali dove il colore è ancora un gioco interessante.

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