The Hottest Green Brand

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Il green va sempre più di moda.

Abbandonata quell’immagine snob, pseudo ricercata e concettuale a cui per troppo tempo ci hanno abituato i designer di forniture e quelli d’abbigliamento, e messo nel cassetto il concept canapa e l’idea del giardino discarica, indoratoci dalla vena shabby che ci ha aiutato a superare gli ultimi anni, arriviamo alla quotidianità intrisa da un animo ultra-metropolitano e di respiro fusion ed infatti il giardino l’ascia il piano strada per arrampicarsi sui muri, salta di terrazzo in terrazzo nelle nuove costruzioni di città sempre più architettonicamente sostenibili. Milano, capitale del mondo 2015, casa Expo con tema la nutrizione, ospita il Palazzo più bello dell’anno, il complesso del Bosco Verticale, un giardino segreto, per modo di dire, sviluppato su due torri su cui fluisce il verde di alberi, siepi, piante e tinto dei tanti colori dei fiori. Questo quello che accade nel nuovo e futurista centro direzionale meneghino il quale come se non bastasse viene immerso in un dorato campo di grano nel nuovo centro della città.

La stessa Milano che con ispirazione anglosassone ha rubato ai newyorkesi il concept dell’orto in terrazzo o sul tetto, da quella grande mela dove questa “nuova tendenza” risulta avanguardia per alcuni paesi, mentre è in altri è ormai diffusissima da tempo immemore. L’idea è molto semplice, passiamo dai mini appezzamenti di terreno, dal sapore un po’ più Upper Class, del West e dell’Est Side dove c’è chi cura e allevia lo stress, chi coltiva le sue zucchine o melanzane, affrontando però dei costi di gestione non indifferenti, facendo così tornare lo stress, sino ad arrivare al terrazzo privato o al tetto riconvertito prima a giardino poi a produzione propria di ortaggi e verdure. È certo che nella grande mela avere un terrazzo o un tetto su cui respirare aria non filtrata è un vero lusso, ma le signore di Harlem e del Bronx, come la popolazione di una sempre in fermento Williamsburg ne sanno una più del diavolo e si sono adattati alla natura della loro giungla.

Iniziativa invece mirata a restituire uno spazio ormai perso della città è quella della riconversione di una fermata della metro del West Side in un giardino sotterraneo, un sogno urbano che sta prendendo forma sotto i piedi dei newyorkesi, che avranno la possibilità di fruire all’interno di questi 4k mq, di prati, alberi, sentieri su binari e non, panchine e anche di punti di ristoro, illuminato con un complesso sistema di specchi dal vago sapore egiziano, che andranno a convogliare la luce naturale all’interno della vecchia stazione, donando così all’ambiente una colorazione oro-ambrata che al solo pensiero riscalda le fredde giornate invernali della megalopoli.

Questa idea seconda solo a livello temporale alla ormai realizzata High Line, tinge ancora di verde la città che non dorme mai, infatti questo progetto, quelle dell’High Line aveva già iniziato il processo di mutazione del Green Concept dandogli un accezione più vivibile e metropolitana, rendendolo finalmente più Pop, nel senso “popolare” del termine.

Ora il terrazzo della penthouse diventa roof garden, un giardino privato che dà ossigeno a corpo e mente, la piastrella diventa terra e l’interesse per la nutrizione sempre più necessario, ha trasformato i fortunati proprietari di questi giardini tra le nuvole in orticultori. Il nuovo lusso è coltivare da soli e rigorosamente in condominio.

Tornando nel vecchio continente, atterriamo a Londra e troviamo un progetto realizzato ancora solo in parte che vuole risolvere il problema della mancanza di spazio nella capitale inglese, e anche quello del think global, eat local. Il progetto è quello di dare nuova vita a 10k mq di tunnel in disuso dalla seconda guerra mondiale e riconvertirli in un infinito orto a 33 metri sotto Calphman High Street, il nome è Growing Underground e hanno già una produzione che nasce dalla piccola porzione riconvertita ad idroponico e illuminata a led e li potete comprare ovviamente al London Market.

In tutti i paesi dall’emisfero Boreale a quello Australe da sempre si coltiva l’orticello che fa capolino tra ortensie, rose e chi più ne ha più ne metta, o nelle serre private se il clima non permette altrimenti, ma per quelli di noi che, le piante ed il prato sono al parco o rigorosamente nelle fratture dei marciapiedi, regalandoci un nostalgico sospiro di una vita in campagna mai vissuta, questo è l’inizio della metropoli del futuro che guarda al cielo, che ormai è da visitare non in elicottero ma rigorosamente in ascensore.

Ad esempio in un sempre più tecnologizzato far est, i grattacieli, ormai piccole città, stanno diventando ogni giorno più green, sia a livello di impatto ambientale che per la presenza massiva di verde in spazi comuni che sono sempre più simili a piazze ad alta quota, e anche negli spazi privati si cerca di rincorrere la tranquillità di una fresca foresta di bamboo al 40° piano in pieno centro.

Insomma che sia idroponico, aeroponico, in giardino, in terrazzo o in una ex metro, la tendenza è quella decisa da un consumatore sempre più attento a sé stesso fisicamente e mentalmente, che vuole ed ha bisogno di sapere perfettamente da dove arriva quello che sta mangiando, e se è stato coltivato due strade più in là e sul tetto si sente quasi partecipe di una rivoluzione culturale.

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