Quarantotto anni di lotte: L’Onda Pride travolge l’Italia

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L’ondata dei Pride 2017 in Italia si è aperta il 27 maggio con il Toscana Pride con quello che stato definito un Orgoglio Incontenibile, “incontenibile come il diritto alla libertà, all’autodeterminazione, all’amore e alla felicità. Incontenibile come l’urgenza di scendere in piazza per rivendicare i diritti delle persone LGBTI e delle famiglie omogenitoriali”.
L’orgoglio LGBT ha viaggiato fino in Basilicata, per festeggiare il 3 giugno scorso a Potenza e contemporaneamente in Emilia Romagna, per essere più precisi a Reggio Emilia.
Qui è nato un vero e proprio manifesto politico in cui i partecipanti al Pride hanno chisto a gran voce il Matrimonio Egualitario, perché spiegano “le Unioni Civili sono state un primo passo, una risposta all’urgenza delle coppie: la vera uguaglianza e la fine della discriminazione istituzionale passano però dall’estensione del matrimonio, con suoi diritti e doveri, alle coppie omosessuali. Ma non solo, “una legge vera contro le discriminazioni per orientamento sessuale e di genere, in modo che i reati a sfondo omo-transfobico non abbiano più uno sconto di pena rispetto a quelli per odio religioso o razziale, come di fatto è oggi con la legge Mancino”.

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Il manifesto del Pride di Reggio Emilia va avanti e chiede anche “una riforma della legge sulle adozioni, perché i bambini possano trovare una casa e una famiglia anche presso single e coppie unite civilmente. Nelle famiglie omogenitoriali, i bambini che già ci sono devono essere riconosciuti da un’adozione piena; i bambini che verranno devono essere riconosciuti alla nascita”.
Temi importantissimi che viaggiano su e giù per la nazione in fermento. trattando argomenti come il bullismo, argomento scottante di questo periodo, ma anche questioni di mera burocrazia che può essere causa di ulteriori discriminazioni nella vita di un transgender che spesso non riesce ad avere documenti conformi alla propria identità ed accedere dunque al mondo del lavoro.
Già perché, sembrerà assurdo, ma la democratica e moderna Italia, ha ancora bisogno di trattare tematiche di integrazione come queste.
Il 10 giugno l’Onda Pride arriverà a Pavia, a Roma e nel Triveneto con il Friuli Venezia Giulia Pride.

Il 17 giugno il Pride affollerà le piazze di Brescia, Torino e Varese, mentre il 23, 24 e 25 giugno la comunità LGBTIQA tingerà di arcobaleno Perugia, Milano e il resto della regione Lazio. Il clou dell’Onda Pride sarà proprio a Milano sabato 24 giugno con la parata dei carri dalla stazione a Porta Venezia dove è atteso anche il sindaco Beppe Sala. Un momento importantissimo anche per il tema scelto, Diritti senza confini, che chiuderà una settimana ricca di eventi culturali, sociali e sportivi che racconteranno il rispetto e la valorizzazione delle differenze che, nella passata edizione ha visto ben 80 eventi organizzati da 40 associazioni impegnate nel territorio milanese. Nelle tre giornate di giovedì 22, venerdì 23 e sabato 24 giugno Porta Venezia si trasformerà nella Pride square, il village cittadino aperto a tutta la città, che vede ormai da cinque anni il coinvolgimento di decine di associazioni, istituzioni e attività commerciali.
Ma non si finisce qui: sempre il 24 giugno il Pride sarà Napoli e Catania, il primo luglio invece unirà Bologna, Cosenza, Palermo, Bari e la Liguria. L’otto di luglio sarà la volta della Sardegna, di Alba e Siracusa. Il 29 luglio ci sarà il Rimini Super Pride, mentre il Salento Pride chiuderà i l’ondata il 19 agosto.
Sono passati 48 anni dal 28 giugno 1969, anno dei Moti di Stonewall, inizio simbolico del moderno movimento di liberazione lesbico, gay, bisessuale, transgender, queer, intersessuale e asessuale, LGBTQIA. 48 anni da quel giorno in cui gli omosessuali newyorchesi gridavano « We are everywhere!» battendosi per i loro diritti contro le forze dell’ordine. Eppure a 48 anni di distanza c’è chi ancora oggi, pacificamente deve manifestare per non essere insultato, maltrattato e pestato per la sua diversità, oppure deve lottare per far riconoscere la paternità o la maternità.
In effetti dopo 48 resta “incontenibile” questo diritto alla libertà!

here the milanopride website

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