Del SeaPunk non ne abbiamo mai abbastanza

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Quello a cui stiamo assistendo è la nuova manifestazione della Sub-cultura nata prima della massificazione di Internet. Tutto ha avuto origine tra fine degli anni ’80 e gli anni ’90 quando la moda seapunk fu lanciata da una giovanissima Mtv Gen, che invece di vestire il lusso del vaporwave, lo raffredda lo rende più umano e rilassato.
La teorizzazione della sub-cultura è relativamente giovane: è stata creata nel 2011 ed è rappresentata da una esplosione di colori – freddi – che hanno caratterizzato massivamente la cultura dei giovanissimi e dei giovani negli ultimi due decenni.
Ma si sa i Millennials e ancora peggio gli Z, non vanno molto d’accordo con le definizioni rigide, così negli ultimi 5 anni ci hanno regalato una mescolanza di diverse sub culture che inevitabilmente si dovevano mixare. La sintesi è stata sicuramente avviata con il Coachella festival, con l’aiuto dalla Signora Donatella Versace e di Jeremy Scott. Potremmo sostenere che il sea punk combinato con il soft-grunge, una corona di fiorellini in testa e collanine fluorescenti è il mix perfetto per un qualsiasi festival primaverile.
Dal cluster alle masse il passo è stato breve in meno di 7 anni la palette colore di questa pastellosissima sub cultura è arrivato sulle teste delle masse e negli armadi di tutti.
Speciale plauso, a mio parere, va fatto alla signora Versace, regina indiscussa di queste sub-culture, che è riuscita ultimamente anche ad infilarci un sapore Health Goth che onestamente non credevo potesse omogenizzarsi così bene.

HQui spiegate in dettaglio le due sub culture:

SOFT-GRUNGE
Ladies it’s just for teen.
La ricetta è di una semplicità assurda ed inevitabile per una seapunk amante del rock, quello da sottoscala; suonato ovviamente nel locale più cool del centro.
Non proprio quel rock sporco di grasso come quello del papà, ma le chitarre lo ricordano tanto.
Appena finito di infornare i dolci nel dolce forno, ritroviamo i colori della confezione su i loro capelli, dal candyPink all’azzurro shabby, con una prominente ricrescita che ricorda l’evidente biondissimo aspetto angelico di una moderna Itgirl tinta.
Erede pastello di una sorella maggiore come Shirley Manson, iconica front dei Garbage, signora del Grunge, dismette i vestiti neri molto metallo della sorella e veste un punkrock, riprendendo il metallo nell’accessorio. Tutto questo è ovviamente racchiuso in una oversize non solo longfit t-shirt stampata, il tutto sostenuto da una cosa molto tumblr tempi d’Oro (parliamo del 2010) i docMartens. Look vincente nel festival musicale top del momento come ad esempio il coachella, che andrà tutto assolutamente documentato in maniera dettagliata su una quantità pressoché infinita di
personal-blog.
Cultura che fa diCharlie XCX e della Fascinosa Lana Del Ray icone effettive di una dilagante sub-cultura tutta al femminile e under 18 con evidenti sbordamenti di età.

via GIPHY

Il SeaPunk

Prima dell’effettiva “teorizzazione” della sub-cultura nata a tutti gli effetti di recente nel 2011 in tanti sono stati gli esponenti negli anni ’90 che al vaporwave avevano scelto l’alternativa inconsapevole e più “understatement” della precedente sub-cultura.
Un’esplosione di colori freddi molto marini che ci ricorda un ultra pop shabby, che ha appena scoperto la modellazione 3d, parliamo di quella pre “frattali”, per intenderci, alla tomb raider primi tempi, dove la Pixar e la sua tecnologia erano ancora un lontanissimo futuro.
Cultura, che ha fatto di un film come “Immortal ad Vitam” del regista Enki Bilal, un vessillo iconografico dove la geometria dei solidi diventa materia centrale, e la simbologia esoteriche diventano a tutti gli effetti feticcio di una azzurrissima cultura in una sovraffollata città costiera verticale.
La stessa città che è demone fagocitante, propria di una generazione precedente, la bit.
Una città distopica facendo un riferimento dell’inizio del secolo scorso a “Metropolis” il film. Questa infatti è più simile all’oscura Gotham dove ha avuto i natali Batman.
L’espressione estetica come nota di fondo è quindi quella di un figlio che ruba i colori “sapidi” di una cultura Bit ma più Pop questa volta, immaginario intimista ridotto a ricordo del genitore sessantottino, aggiungendoci un tocco di surrealismo cosmico di vago sapore tolkien con cavalli e delfini che fluttuano in un ideale cosmo abitato da menti.
Una visione estremamente luminosa di un futuro per tutti incerto, che a livello culturale è un fresco bicchiere d’acqua frizzante, o per essere più calzanti spuma di mare.
Una fiabesca visione che una gioventù allo stremo ha dovuto creare per poter così aggiustare un’eredita problematica.

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